Il Santuario/Monastero di Santa Maria Occorrevole

Nel lontano 1436 nei pressi di Piedimonte Matese (Ce), in un sabato di Quaresima, un pastore che pascolava le sue pecore s’accorse che una tra le tante era ferma inginocchiata al cospetto di una Vergine dipinta su un muro.
La notizia impiegò poco a diffondersi ed in breve tempo i fedeli decisero di erigere un santuario dedicato alla Vergine Maria rendendo Monte Muto un luogo sacro.
Nel 1504 si completò la costruzione dell’edificio adiacente alla chiesa, oggi chiamato Beneficenza, che inizialmente ospitava sei sacerdoti. Il Santuario per molti anni accolse diversi ordini monastici e clericali fino alla fine del ‘600, quando fu concesso in uso perpetuo all’Ordine dei Francescani. I primi 12 frati francescani, tra questi vi era un giovane San Giovan Giuseppe della Croce, arrivarono nel 1674 e iniziarono la costruzione del nuovo monastero, instaurando un forte legame con i piedimontesi grazie al loro stile di vita improntato alla preghiera, al lavoro ed alla carità.
Al Convento si accede mediante un’ampia scalinata che si conclude in alto con un affresco raffigurante la Madonna incoronata da Angeli.

La Chiesa

Nel piazzale del convento si trova la fontana con la statua bronzea che raffigura S. Pasquale Baylon, del 1662. Da qui è possibile accedere alla chiesa che si presenta con una semplice facciata, che rispecchia la vera natura dei frati, e un’edicola posta sopra il portale in pietra che protegge un affresco ritraente Santa Maria Occorrevole.
Gli affreschi che si trovano all’interno, per il loro carattere stilistico, sono tra le opere più significative del Quattrocento campano, riconducibili al pittore Ferrante Maglione.
Al centro della chiesa troviamo l’immagine di Santa Maria Occorrevole, nell’unica nicchia di destra è collocata la scultura che raffigura San Giovan Giuseppe della Croce, mentre a sinistra si trovano le statue di Beato Modestino, San Francesco D’Assisi e San Pasquale Baylon.

L’Eremo della Solitudine

La Solitudine è un eremo immerso nel verde, alle spalle del Monastero di Santa Maria Occorrevole (sul Monte Muto), dal quale vi si accede. L’eremo è composto da un piccolo convento, una chiesetta e sette cappelle sparse nel rigoglioso bosco che domina la sottostante Valle del Torano.

[fu edificato] nei pressi di una cappella dedicata a S. Michele Arcangelo, edificata laddove si era verificato un fatto miracoloso: in quel luogo sgorgava dell’acqua che, un giorno, fu bevuta da una donna indemoniata, venendo immediatamente liberata da quella presenza negativa
fonte: www.santamariaoccorrevole.org

Tutto ebbe origine nel 1678 quando iniziarono i lavori nel bosco, aggiungendo una cappella alla Vergine della Purità, e graziose cappelline tra cui quella sul viale d’accesso dedicata a S. Giovan Giuseppe, costruita proprio dove un masso che rotolava dalla montagna stava per travolgerlo.
All’entrata  della Solitudine vi è una targa che recita:

O BEATA SOLITUDO
O SOLA BEATITUDO
Taciturni, romiti, o passeggero vivon
lieti in quest’eremo beato,
che non senza profetico mistero
nei tempi andati il Muto fu appellato.

Qui si conversa in ciel, qui ‘n spirto vero

da muti e morti al mondo è Dio lodato,
qui parla il Verbo al core, entri chi tace,
perché ‘l solo silenzio è qui loquace.

Quando si accede alla Solitudine, si percepisce da subito un incredibile senso di pace, di estraneità e di scissione con tutto quello che c’era un attimo prima, fuori da quell’entrata.
Una Via Crucis in maiolica conduce al piccolo santuario con un altare in stile barocco, dove sono esposte le reliquie dei martiri Petronio, Flaviano e Vincenzo.
Tra le reliquie conservate bisogna annoverare il sangue transverberato di S. Teresa D’Avila, che a differenza di quello di San Gennaro, è quasi sempre liquefatto e raramente si raggruma. Nelle teche, inoltre, sono contenute le reliquie appartenenti al Santo che visse questo luogo incantato, tra cui : la maschera di cera il bastone.
Dalla Solitudine si può godere della vista del borgo di Castello del Matese (Ce) e nel mezzo, a separarla dal borgo, vi è la Valle del Torano.
L’accesso alla Solitudine è consentito nei momenti in cui l’eremo non è utilizzato dai frati.

(Fonte foto www.santamariaoccorrevole.org )