Per gli amanti del trekking, il Matese è un territorio ricco di sentieri di diversa difficoltà. Vi sono quelli impegnativi, che portano alle cime più alte (2.050 m) e quelli con modesto dislivello medio, che sono alla portata di tutti. Tra quest’ultimi ci piace ricordare quelli che attraversano i pianori carsici situati sulla dorsale preappenninica (1.200/1.400 m) e quelli sulla dorsale appenninica vera e propria (1.400-1.700 m). Le radure, dove si possono incontrare mucche e cavalli allo stato brado, si alternano alle immense e ombreggiate faggete, ricche di prodotti del sottobosco e di una fauna estremamente variegata.

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In questa articolo vi presentiamo l’anello dei pianori più bassi che attraversa: Campo Braca – Valle Cupa – Valle Janara – Campo Rotondo – Monte Pranzaturo.

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Partendo da Piedimonte Matese, percorrendo la strada provinciale che passa per Castello del Matese e San Gregorio Matese, si giunge a Miralago. Costeggiando il lago per circa 4 chilometri, in direzione di Letino, in località Spina, sul lato sinistro, si imbocca la strada forestale asfaltata che consente di raggiungere Campo Braca.

Qui si può ammirare un vasto altopiano, di circa 120 ettari, piuttosto brullo, con tipiche costruzioni di pastori, un caratteristico abbeveratoio in pietra e tanti cavalli e mucche allo stato brado. Il fondo di questo pianoro è costituito da terra rossa con presenza di piccole doline che testimoniano il carsismo del suolo. Alle spalle del pozzo, dove con un’antica pompa a mano si possono riempire le borracce, si trova l’ingresso della famosa grotta di Campo Braca, percorribile solo da speleologi esperti e ben attrezzati. L’inghiottitoio pare comunichi giù nella piana del lago con la grotta Sorgente del Refriddo (rivo freddo).

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Inghiottitoio di Campo Rotondo

Si procede per Vallecupa e, valicata una piccola dorsale, si prende il sentiero che porta a Valle Janara: una dolina dalle spiccate caratteristiche del territorio carsico. Con una piccola e facile arrampicata si sale sul crinale che affaccia sulla Piana delle Secine e sulle cime più alte di questo tratto appenninico. Si scende a Campo Rotondo, chiuso a Nord dal monte Janara. E’ un prato ampio e verde, circondato da bosco. Questo suggestivo pianoro prende il nome dalla sua forma circolare; al centro vi è un maestoso abbeveratoio e un pozzo. Nella parte Nord, si apre un’ampia fessura: l’inghiottitoio. Grande, nero, dopo una discesa di circa 10 metri, s’inoltra in un’altra galleria che pare comunichi con la sorgente del Lete nel retrostante campo delle Secine.

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Piana delle Secine

Attraverso un bellissimo e agevole sentiero, che percorre tra i faggi la dorsale Nord del monte Pranzaturo, dove si ha la possibilità di ammirare il paesaggio della pianura del Medio Volturno, si ritorna a Campo Braca. Il percorso misura 13,5 chilometri, con un dislivello medio di circa 210 metri e richiede, escludendo le soste, circa 3,5 ore di cammino. C’è la possibilità, per coloro che non sono molto allenati, di ridurre le distanze restringendo l’anello con percorsi alternativi. Per questo motivo è importante affidarsi a delle guide esperte.

Per informazioni: Numero verde 800 998609  www.aptmatese.it