Ora, tutti insieme, dobbiamo solo partire!

di Paolo Cazzulo

Finalmente stiamo diventando adulti. Questo comporterà responsabilità, non solo per chi deve accompagnare il Parco dal punto di vista amministrativo, ma anche per chi vive nel Matese e lungo le sue pendici.

Facendo un passo indietro, ci si è resi conto che l’Ente parco era ed è visto solo come una serie di vincoli e divieti, dove le iniziative sono lasciate ai singoli privati, comitati e associazioni, senza alcun supporto fattivo e senza una guida che desse spazio, modo e maniera di esprimere a fondo tutte le capacità intrinseche al territorio.

Ora, tutto questo non può e non deve continuare. Bisogna consolidare e predisporre le giuste basi a fondamento di un passaggio quanto meno traumatico possibile, attraverso l’attuazione di una strategia turistico-territoriale condivisa, che coinvolga al meglio tutti gli attori presenti e miri al potenziamento delle risorse economiche, tecnologiche e paesaggistiche.

Come? Arricchendo l’offerta turistica con attività ecosostenibili; ad esempio, il trekking insieme a nordic walking, birdwatching e cicloturismo contribuiscono molto alla valorizzazione paesaggistica, ambientale ed enogastronomica del Matese.

La popolazione, seguendo i dettami condivisi dell’Ente Parco, deve contribuire attuando buone pratiche di tutela del territorio, rispetto dell’ambiente e una migliore disponibilità verso i visitatori.

I comuni, invece, devono mettere nelle migliori condizioni di poter operare, sia la cittadinanza che le associazioni.

Questo non vuol dire sempre e solo in termini economici, ma anche e soprattutto semplificando e sostenendo la fruibilità e l’accessibilità dei beni storici e naturali, propri del parco del Matese.