a cura di Giovanni Capobianco

Sebbene l’arrivo delle rondini indichi l’avanzare della primavera, è la presenza di altri numerosi uccelli, di sicuro meno conosciuti, come rigogoli, culbianchi, tortore selvatiche e altri ancora, a segnalare che la migrazione dei volatili è nuovamente nel pieno del suo flusso. Quando inizia il periodo dalle giornate più lunghe e calde, molti uccelli migratori si affannano per ritornare dall’Africa ai loro “quartieri” di nidificazione, dove l’anno precedente hanno dato alla luce la prole che probabilmente seguirà le loro stesse rotte per colonizzare nuovi territori.

Dall’estate del 2010, ogni anno intorno alla fine agosto, sulle sponde del Lago del Matese, grazie all’impegno del Centro Educazione Documentazione Ambientale Matese di Legambiente e dell’associazione Ardea, prende vita un campo di inanellamento a scopo scientifico denominato MigrAndata Matese, che ha il compito di monitorare il flusso migratorio dell’avifauna in transito sul Massiccio del Matese.

Gli interessantissimi risultati scientifici del progetto, testimoniati da un grande volume di dati raccolti, confermano l’importanza dei canneti del Lago del Matese come dormitorio per alcune decine di specie diverse. Per le sole rondini si stima la presenza di ben 100.000 individui al giorno. Questo alto numero di presenze posiziona, in una classifica a livello nazionale, il Parco regionale del Matese tra i siti di sosta con il maggior numero di esemplari presenti. La vera forza del campo scientifico è rappresentata sicuramente dalla presenza di numerosi volontari: naturalisti e ornitologi provenienti da molte regioni d’Italia. Nei giorni di campo si svolgono, oltre alle attività di censimento dei passeriformi transahariani e delle rondini, anche monitoraggi specifici, come quelli inerenti l’erpetofauna, quindi rettili ed anfibi del Parco; il censimento del Piviere Tortolino in alta quota e degli uccelli acquatici presenti lungo i corsi d’acqua e nel lago del Matese. Sono inoltre previste anche attività di disegno naturalistico e workshop fotografici.

Tutti i giorni, turisti e appassionati di natura, possono visitare il campo e nelle ore serali assistere al suggestivo spettacolo della “rondinata”: momento di incontro di decine di migliaia di rondini che volano basse sul canneto prima di posarsi per trascorrervi la notte. Tutto il Massiccio del Matese rappresenta un importantissimo anello di congiunzione tra Europa ed Africa, dove la biodiversità delle rotte migratorie si incontra in palcoscenici naturali, costituiti da boschi, corsi d’acqua e vette splendenti. Un’armonia di ecosistemi che preserva ciò che di meglio c’è: fauna, flora e paesaggio, costantemente oppressi dalla bramosa ed incessante voglia umana di conquista, ma che in questi luoghi ancora trovano il giusto equilibrio. Osservare, ascoltare e vivere appieno le emozioni suscitate dai capolavori della natura, sono gli strumenti ideali per poter tramandare alle generazioni future ciò che finora, con fatica, siamo riusciti a conservare.

Nei 64 giorni di monitoraggio effettivo, distribuiti in 7 anni, sono stati:

  • inanellati 11.634 individui di 56 specie diverse
  • censite 95 specie
  • rilevate 4 specie nuove per il Parco regionale del Matese: Cannaiola verdognola, Canapino maggiore, Schiribilla e Voltolino