Stress, traffico, smog. Corriamo, scappiamo… prigionieri di ritmi frenetici. È l’ora di spegnere i “dispositivi”, di allietare l’udito, di far riposare gli occhi e soprattutto di ricaricare la nostra vitalità. È un attimo, è un istante… è Matese.

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Siamo sempre più costretti ad essere ingabbiati dalla quotidianità, dal vivere senza neanche accorgerci di cosa ci accade intorno, di cosa potrebbe riservarci la vita, se per un secondo ci fermassimo a pensare, con occhi rivolti verso l’alto, che la vita non è frenesia, ma piacere di stare bene con sé stessi, in armonia con ciò che ci circonda.
A pochi minuti, da caos, clacson, “bip” e “ring”, c’è un luogo tranquillo e calmo: il Matese.

Affascinante è l’immersione nella natura che il Massiccio calcareo può offrire ai turisti che da Nord a Sud, da Est a Ovest si avvicinano al territorio dell’Area protetta, compresa in due Regioni, in quattro province. In un’area di circa 140 chilometri quadrati, il Matese si mostra ai visitatori come uno degli scrigni più suggestivi del Centro-Sud Italia.

Natura, relax, genuinità, sono parole d’ordine per un territorio dalle mille risorse. Le porte d’accesso sono caratterizzate ognuna da percorsi e itinerari interagenti tra di loro. Ogni varco racchiude quella che può essere individuata come una perla naturalistica del territorio. Dai 150 metri s.l.m. della pianura che precede i monti, raggiunge la massima elevazione sulla cima brulla e panoramica del monte Miletto (2.050 m slm).

Trecentosessantacinque giorni di varietà: ogni istante non è mai uguale a quello precedente, ogni visuale emoziona sempre in maniera diversa. Lasciarsi ogni pensiero alle spalle per tuffarsi nelle verdi distese dei prati che bordano il lago Matese. Lì, sotto uno dei tanti faggi che si specchiano tra le acque incontaminate, distensivo è il fruscio delle foglie che leggere si lasciano accarezzare dalla fresca arietta dei pomeriggi estivi.

Abbandonarsi lungo le sponde di limpidi ruscelli, immergendovi i piedi, proprio come in un film, ammirando libellule coloratissime che si rincorrono sul pelo dell’acqua, sfrecciando tra i sassi incastonati nella vegetazione. Distesi su di un plaid, sulle rive del fiume Lete, perdersi con lo sguardo fra le nuvole, provando una sensazione di libertà e di appagamento. Quante volte, seduti su una poltrona, osservando quelle scene da film nelle quali e con le quali abbiamo esclamato: “Ah, cosa darei per essere lì !!!”.

Nelle giornate soleggiate, alte volteggiano le Poiane. Con i loro versi ci ricordano che qui la natura è protetta, è tutt’uno con l’uomo, non è alterata. Gli equilibri ancora reggono: come quadri appesi a muri d’aria, osserviamo estasiati dal belvedere di Miralago, i profili della catena appenninica, con l’imponente vetta del Monte Miletto, dal quale, nelle giornate più limpide si possono scorgere panorami indescrivibili. Più a destra invece si erge monte La Gallinola, con cime più arrotondate e pendii meno acclivi, ideali per brevi e riposanti escursioni.

A pochi minuti da grandi e piccoli centri urbani, possiamo ritrovare noi stessi, avere ristoro per il corpo e l’anima; equilibrare il nostro organismo, rigenerarlo.