La  storia di queste apparizioni risale al lontano 1888, quando due pastorelle, Fabiana e Serafina, si trovavano a pascolare il loro gregge in località Cese dei Santi.
Mentre il loro gregge pascolava regolarmente, una pecorella iniziò a cambiare stranamente percorso, infilandosi tra rovi e anfratti.
Fabiana se ne accorse immediatamente e decise di separarsi con la sorella per ricercarla e riportarla insieme alle altre. Scavalcati i primi rovi, Fabiana scorse la docile pecorella ferma sul punto più alto di una parete scoscesa e appena la raggiunse venne investita da una luce abbagliante che le rivelò la Vergine Maria mentre accudiva la salma di Gesù morto.

Di lì a poco questa notizia fece il giro del paese e come sempre quando accadono queste situazioni, vi furono delle divisioni tra le genti di Castelpetroso (Is) e dello stretto vicinato.
C’era chi credeva ciecamente e già gridava al miracolo e chi invece un po’ più restio, voleva essere più sicuro delle cose raccontate.
Dieci giorni dopo, durante la celebrazione della Santa Pasqua, le pastorelle si trovavano sempre a svolgere meticolosamente il loro lavoro: pascolare il gregge nel solito luogo.
Ecco che in questa data così importante per la religione Cattolica la Madonna riuscì di nuovo a mostrarsi alle giovani ragazze, nelle solite vesti di una madre che dispera per il figlio esangue, ma in questa occasione anche Serafina riuscì a vederla.
Ovviamente al racconto di questa nuova esperienza, aumentò il numero dei curiosi e quel tratto di strada iniziava ad abituarsi al suono del passo umano oltre che a quello ovino.
Sempre più persone diverse percorrevano il tratturo delle sorelline in cerca del miracolo, di un segno o solo per soddisfare una curiosità innata.
Le persone numericamente erano così tante che per rendere visibile il luogo dell’apparizione ci fu innalzata una croce.

Di lì a poco la Madonna che stringeva a se il Figlio morto si palesò anche al Vescovo di Bojano che operava in quel periodo.
La voce giunse al direttore della rivista religiosa “I servi di Maria” di Bologna. Questi iniziò ad interessarsi dell’accaduto, anche perchè lì dov’era apparsa la Madonna, era da poco iniziata a sgorgare dell’acqua che dicevano fosse miracolosa.
Il direttore aveva il figlio molto malato e decise di portarlo direttamente sul luogo a fargli bere quel misericordioso liquido.
Si racconta che quell’acqua salvò il figlio malato del direttore del giornale che, a quel punto, prese in seria considerazione di prodigarsi per la causa e organizzò una raccolta fondi per la costruzione di un santuario.
Fu deciso di costruirlo leggermente distante dal posto delle apparizioni, sia perchè il posto era impervio ma anche e soprattutto perchè si voleva lasciare libera la zona per eventuali nuove apparizioni.
Il santuario si estende per 2800 metri quadrati e non fu certo costruito in una notte, ne senza rallentamenti o problemi.
La costruzione iniziò nel 1890 ed è stata completata nel 1975.

Il centro della cupola superiore è alta 52 metri e rappresenta dall’interno, il cuore di maria trafitto da 7 spade, i sette dolori della Vergine che subì accettando di essere la madre di Gesù.
Alla base della cupola si notano 48 mosaici che raffigurano i santi più venerati dalle varie parrocchie che hanno partecipato alle donazioni.
Le grandissime vetrate sono anch’esse in stile neogotico e creano un’ambientazione luminosa senza pari.
Ogni vetrata simboleggia una virtù che invoca l’Addolorata, mentre tutto intorno vi sono raffigurate le stazioni della via Crucis costituite da 15 tavole dipinte ad olio su legno, da Marcello Scarano, famoso pittore molisano.
All’interno si trovano 7 cappelle, mentre la facciata è caratterizzata da tre portoni di bronzo che permettono l’accesso al santuario.
Nel posto in cui si sono rivelate le apparizioni, oggi vi sono due statue di Maria con Gesù, fatte da Urbano Buratti nel 1975, mentre la statua di Fabiana con la pecorella e la sorella Serafina che cerca di andarle incontro, sono state create da un artista molisano.
Il santuario della Vergine Maria Addolorata è nel tempo diventato anche una meta ambita per la celebrazioni di matrimoni ed altri riti cattolici. Molto toccante è la via Matris, che si svolge lungo il cammino che ha come punto di arrivo il luogo dell’apparizione. Un percorso composto da sette stazioni, una per ogni “Acerbissimo” dolore che ha subìto la Madonna accettando di diventare la madre di Gesù.