A cura di Francesco Ferrini

Avventurarsi nella natura più selvaggia e incontaminata è sicuramente una grande emozione per chi ama trascorrere il proprio tempo all’aria aperta, scoprendo luoghi che svelano incredibilmente una rara bellezza fatta di colori, profumi e panorami differenti, il più delle volte poco conosciuti. Fortunatamente l’intero Massiccio del Matese è ancora una vera e propria “miniera” di siti naturalistici che regalano ai loro visitatori, in ogni stagione dell’anno, sorprendenti emozioni. Ecco perché abbiamo scelto di segnalarvi quattro magnifiche mete naturalistiche che, tra le altre cose, sapranno rivelarvi singolari curiosità legate a questi bellissimi luoghi.

La forra del Peschio Rosso

Sul versante occidentale del Matese la natura ha ritratto ben altri paesaggi. È qui che si trova la Forra del Peschio Rosso, conosciuta anche col nome di Pesco Rosso o Rava delle Cupelle. Tanti nomi per indicare lo stesso incantevole luogo: un contrafforte calcareo costituito principalmente da ferrite, che determina il particolare colore della parete, e scavato dalle acque del Rava, un fiume che nasce a più di mille metri d’altezza poco sopra il comune di Gallo Matese. La forra si sviluppa per oltre 1 chilometro con un dislivello di circa 300 metri. A questi numeri, già eccezionali, vanno aggiunti quelli degli altissimi dislivelli dei “salti” che il corso d’acqua fa nella stretta gola. Le pareti di ferrite danno vita ad uno spettacolare canyon, dove troviamo bellissime cascate e vasche naturali che creano uno scenario selvaggio e impervio, ambìto da tutti gli esperti di torrentismo. La forra di Peschio Rosso è “figlia dell’acqua e del tempo”, come recita il titolo di una pubblicazione di G. Antonini, dove viene descritta come un luogo unico in tutto l’Appennino centro-meridionale, che si conserva ancora inviolato. L’unico tratto visitabile da tutti è quello situato a Vallelunga, frazione del comune di Gallo Matese, nei pressi di un piccolo ponte di probabile origine romana. Raccomandiamo, a questo punto, di non proseguire oltre in quanto la tipologia del percorso lo rende accessibile solo ai torrentisti più esperti.

La forra del Torrente Callora

Alle spalle dell’abitato del comune di Roccamandolfi, si sviluppa una tra le destinazioni naturalistiche più desiderate del Matese: l’Area Naturale del Torrente Callora. Qui il fenomeno del carsismo, nel corso di milioni di anni, ha dato vita a diverse gole e , come quella in cui scorre il torrente Callora. Il percorso della forra, lungo circa un chilometro, presenta un tratto iniziale formato da pareti rocciose alte e ripide, dove l’acqua compie salti di notevole altezza. La roccia, plasmata dall’acqua, crea divertenti scivoli e trampolini naturali da dove si possono fare tuffi da un’altezza che sfiora i dieci metri.

In alcuni punti, le acque si raccolgono nelle cosiddette “marmitte dei giganti”, buche fossili create dall’azione abrasiva dei ghiacciai. È un’ottima e divertente palestra naturale, anche per chi non ha grande esperienza di torrentismo ma possiede buona acquaticità. Fortunatamente per gli appassionati di trekking vi è un sentiero che in parte costeggia il torrente, da dove comunque si gode di una bella vista panoramica sulla forra, che per il suo carattere selvaggio e la grande biodiversità rappresenta anche un paradiso per gli appassionati di botanica e birdwatching.

Le forre del Titerno

Lungo il torrente Titerno, nel corso di migliaia di anni, l’azione erosiva dell’acqua ha creato una serie di forre (veri e propri canyon) che, per la loro bellezza, rientrano nella lista delle mete più visitate del Matese. Alcune di queste raggiungono una profondità di 30 metri e oltre. Ne sono un esempio le Forre di Lavello; gole racchiuse tra il Monte Cigno e il Monte Erbano, visibili anche dalla strada provinciale che collega Cerreto Sannita a Cusano Mutri. Qui il torrente Titerno è costeggiato da un’antichissima mulattiera di epoca sannita. Incamminandosi lungo questo sentiero, si incontrano alcune deviazioni che conducono verso luoghi di notevole bellezza: la Grotta delle Fate, il Ponte del Mulino, il Muraglione, il Ponte di Pesco Appeso e la Grotta dell’Elefante, per citarne alcuni; tutti accuratamente segnalati. Il sentiero, lungo circa 2 chilometri, disegna un percorso ad anello che tutti gli escursionisti possono completare in 2 ore. A circa 7 chilometri dal centro di Cusano Mutri si trovano le Gole di Caccaviola.

Qui l’amministrazione comunale ha realizzato un “percorso avventura”, attrezzato nel rispetto di tutti gli standard di sicurezza previsti, che vi porterà alla scoperta di questa singolare forra. Per vivere questa esperienza è indispensabile essere affiancati da guide specializzate. Indossata l’adeguata attrezzatura, si inizia la discesa nell’intricato sito naturalistico. In alcuni tratti vengono utilizzate delle corde d’acciaio sospese nel vuoto che danno proprio la sensazione di volare. Si possono, così, ammirare dall’alto le suggestive cascatelle, le piscine naturali e le spettacolari rocce levigate dall’acque del Titerno.