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A cura di
Pasquale Buonpane

 

 

Quando si effettuano escursioni oppure semplici passeggiate sui monti del Matese è estremamente facile farsi tentare dall’idea di raccogliere qualche fiore con lo scopo di portare a casa un pezzo di quella natura che tanto ci ha affascinato, un piccolo ricordo della splendida giornata passata in montagna. Lasciatevi dire che non è mai una buona idea: nella maggior parte dei casi, a fine giornata, vi ritroverete con un fascio di steli appassiti.

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Quando si raccolgono fiori o piante in natura bisognerebbe considerare che nel farlo non sottraiamo all’ambiente soltanto il singolo fiore o la singola pianta: un fiore reciso non produrrà semi, quindi con esso elimineremo in un colpo solo tutte le piante che da quei semi sarebbero nate; sottrarre una pianta al suo ambiente significa impedirle di trasmettere i propri geni alle generazioni successive e questi non potranno più interagire con quelli di altre piante della stessa specie presenti in quel luogo.

Molte piante, come accade per le orchidee spontanee, impiegano anni per crescere, arrivare a produrre i primi fiori ed evitare di raccoglierli dovrebbe essere un’azione dettata soprattutto dal buonsenso. Esistono anche casi in cui raccogliere fiori o piante è un vero e proprio “atto illecito”, punibile dalla legge e, quasi sempre, chi lo commette non ne è consapevole.

Sono diverse le norme, per la tutela della flora, che annoverano nelle loro liste specie vegetali presenti sul Matese. Alcune sono convenzioni internazionali volte a proteggere determinate specie a livello globale (è il caso di tutte le orchidee spontanee), altre sono normative nazionali o regionali (nel nostro caso emanate dalle regioni Campania e Molise). E’ sempre meglio quindi evitare di raccogliere piante e fiori sulle montagne. A chi volesse imparare a riconoscere e rispettare la flora protetta del Matese consigliamo di visitare il nostro sito.