Prata Sannita (Ce) è la seconda tappa dell’Itinerario delle Acque.

Seguendo il percorso del fiume Lete, si giunge al borgo di Prata Sannita.
Qui è possibile visitare, ancora intatte dopo secoli, le elegantissime mura turrite e il Castello, situati sul costone di una collina ai piedi del Monte Favaracchi.

IL CASTELLO

Il castello sorge su un costone roccioso che domina sul borgo medievale.
Fu fondato poco prima dell’anno Mille, insieme a Prata Sannita, dai sopravvissuti al massacro di Prata Piana ad opera delle truppe saracene.
Nulla sopravvive dell’impianto antico. Le strutture oggi visibili risalgono al XIV secolo, frutto dell’architettura angioina. La corte è circondata dai vari ambienti e dalle splendide torri merlate, in origine quattro, che rivelano la funzione difensiva di questo complesso. Aneddoti e racconti orali rendono ancora più suggestiva la visita e la storia di questo castello: c’è chi afferma
di aver visto furtivi passaggi di antiche figure, sparite poi velocemente.

Nella Torre Piccola si trovano:

  • il Museo della Prima e della Seconda Guerra Mondiale,
  • il Museo della Civiltà contadina,
  • il Museo del vasaio

Nel tempo ha subito diversi interventi, che lo hanno trasformato in residenza.
Nonostante ciò, conserva ancora oggi tutto il fascino e l’eleganza di un castello da fiaba.

Per visitare il castello:
lucia.daga@libero.it
Tel. 0823 941080 – 06 86326043

L’ANTICO BORGO

Le case addossate le une alle altre, realizzate in pietra, le viuzze e le stradine a gradoni rendono perfettamente l’immagine di un borgo di origine medievale, costruito in modo da pianificare bene il poco spazio all’interno delle mura difensive.
Lungo le mura si aprono le porte di accesso al borgo, rafforzate da superbe torri cilindriche dove risiedeva la gendarmeria.

Ai piedi del borgo, in località Porta di Lete, segnaliamo la presenza dell’antico ponte romano, costruito a schiena d’asino, che permetteva di attraversare il fiume Lete e di raggiungere i paesi vicini.
Nel pressi del ponte romano si trova un antico mulino ad acqua, recentemente ristrutturato, dove fino agli anni cinquanta si macinava il grano e altri cereali prodotti in loco.

A breve, questo mulino ospiterà il Museo di Archeologia Industriale.

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