La città di Piedimonte Matese si trova adagiata sulle pendici di tre monti appartenenti al versante occidentale del massiccio del Matese. Il centro cittadino conserva numerose testimonianze architettoniche e artistiche della sua storia iniziata nel X secolo. La Terra di Piedimonte fu feudo di nobili famiglie imparentate con le dinastie regnanti di Napoli e di Sicilia, ed era costituita dall’unione con i casali di San Gregorio, Castello e San Potito, in seguito diventati indipendenti. Soltanto il casale di Vallata le rimase legato diventandone rione.

Il percorso di visita ha inizio nell’incantevole piazza Roma, luogo dello storico mercato cittadino: si prosegue su via Sorgente, dove si fronteggiano palazzi sette e ottocenteschi con portali a bugnato, tra i quali quello in cui vissero i genitori di Enrico Caruso. Nei pressi della piazza intitolata a Ercole D’Agnese, cittadino martire della rivoluzione partenopea, troviamo il complesso monumentale dell’ex convento domenicano di San Tommaso d’Aquino con chiesa annessa, fondazioni medievali ma con rifacimenti successivi. La chiesa, al cui interno sono opere del Cavalier d’Arpino e di Fabrizio Santafede, conserva il portale gotico d’ingresso, mentre sulle volte ogivali del chiostro maggiore del convento sono affreschi meravigliosi con il motivo delle “grottesche”.

Lo stesso ex convento ospita l’interessante Museo Civico “Raffaele Marrocco”, dove è fruibile anche la mostra archeologica dedicata ai Sanniti. Seguono due edifici di incomparabile pregio: la chiesa del SS. Salvatore, realizzata nel 1654 su progetto di Cosimo Fanzago, e la cappella detta di San Biagio. Quest’ultima, interamente affrescata, conserva pitture tardo-gotiche di inestimabile valore nel contesto artistico campano del Quattrocento.

Collocata sul margine dell’antico borgo medievale è la maestosa basilica di Santa Maria Maggiore, edificio settecentesco che ospita pale d’altare rinascimentali, opere di illustri pittori dell’area napoletana. A poca distanza svetta l’imponente mole del Palazzo Ducale che sovrasta un panorama che va dalla città nuova alla piana del Volturno fino ai monti Trebulani: la residenza della famiglia Gaetani dell’Aquila d’Aragona, principi di Piedimonte e duchi di Laurenzana (il cui stemma sovrasta i due antichi portali d’ingresso), è simbolo del loro potere feudale; nelle sue sale accolse tra Sei e Settecento i più importanti artisti, musicisti, scenografi e letterati del Regno di Napoli.

Sul vicino Largo di Santa Maria La Vecchia e spazi adiacenti, prospettano una serie di bifore trecentesche con colonnine tortili appartenenti all’antico Palazzo de Forma.
Nell’attraversare il borgo medievale ci si trova davanti a scorci sorprendenti, viuzze suggestive, tracce di strutture antiche inglobate in nuove abitazioni e reimpieghi di capitelli e metope. La passeggiata in ascesa termina nel punto più alto costituito dalla chiesa di San Giovanni, di origine altomedievale, che presenta un portale gotico: dall’area antistante si gode una meravigliosa vista sulla pianura alifana.

L’itinerario prosegue con la visita al rione Vallata, in prossimità della Valle Paterno, che vanta un eccezionale monumento di età barocca: il santuario di Ave Gratia Plena con portale d’ingresso in marmi policromi e innumerevoli capolavori al suo interno, come l’imponente tela “Le nozze di Cana” di Nicola Maria Rossi, “Annunciazione” di Giovanni Balducci e il coro ligneo intagliato da Aniello Giordano.

Spostandosi in auto è possibile raggiungere altre due tappe di rilevante interesse artistico: la chiesa tardo barocca di San Marcello e San Michele Arcangelo nella frazione Sepicciano, edificata come cappella della nobile famiglia degli Onoratelli nei pressi del loro palazzo, e il Santuario francescano di Santa Maria Occorrevole sul Monte Muto, nella quale chiesa si trova un’abside affrescata con meravigliose ed incomparabili pitture medievali.


maria mastrangelo

a cura di Maria Mastrangelo