Letino (Ce) è la quinta tappa dell’Itinerario delle Acque, nel Parco del Matese.

Il contesto naturalistico, l’ottima accoglienza, la cura per le sue risorse storico-culturali, hanno permesso a Letino di ricevere il prestigioso riconoscimento di Bandiera Arancione, assegnata dal Touring Club Italiano.
Riconoscimento riservato solo alle piccole località dell’entroterra italiano.

IL CASTELLO

Il castello è situato su una collina, a 1.200 metri s.l.m.
Fu realizzato nell’XI secolo d.C. nel luogo dove originariamente sorgeva una torre di avvistamento risalente al III secolo d.C. e che ospitava una guarnigione che doveva sorvegliare la zona dell’Alto Matese.

Con il tempo ha subito diversi interventi di ristrutturazione che lo hanno trasformato.

Il percorso della poderosa cinta muraria, alta e merlata, è interrotta da 5 torri di avvistamento a pianta circolare.

SANTUARIO DI SANTA MARIA DEL CASTELLO

Intorno al XVII secolo fu costruito all’interno delle mura del castello un santuario consacrato a Santa Maria, che conserva preziosi altari e dipinti in rame.
Qui è venerata la statua di Maria Vergine, proclamata Regina del Matese, nota per la sua straordinaria bellezza.
Nella processione in suo onore, che cade il terzo sabato del mese di Settembre, le donne usano indossare il costume tradizionale.

LAGO DI LETINO

Il Lago di Letino o di Caùto è un bacino artificiale sito poco lontano dal centro abitato, costruito agli inizi del ‘900 per alimentare la centrale idroelettrica di Prata Sannita.

Precedentemente, il fiume Lete veniva inghiottito nella profonda e misteriosa crepa del Caùto, per poi ricomparire sopra Prata Sannita.

Durante la stagione invernale e del disgelo primaverile, qui a Letino il fiume Lete formava un bacino naturale per poi tracimare in cascata nella Valle dei Ravi.

GROTTE DI CAÙTO

Le grotte sono costituite da un sistema di due gallerie, interessanti e a tratti uniche per le asperità e la bellezza dei loro paesaggi.
La galleria superiore presenta una folta vegetazione e piccole cascatelle, create dal fiume che precipita verso la valle del Volturno.

Grazie ad un recente intervento di riqualificazione e l’installazione di una scala in acciaio, illuminata, una parte delle grotte è stata aperta al pubblico ed è visitabile in tutta sicurezza.

PRODOTTI TIPICI

Tra i prodotti da degustare sul territorio ci sono certamente i formaggi come il pecorino, la ricotta di pecora, la scamorza e il caciocavallo.
Regina, tra queste prelibatezze è, tuttavia, la patata: un prodotto dalle ottime proprietà organolettiche, ricca soprattutto di vitamina B1, sali minerali, fibre e potassio.
La patata di Letino ha un sapore delicato, dovuto principalmente alla tipologia del suolo coltivato e al pedoclima particolarmente favorevole.

Una grande riscoperta, infine, è la segale, coltivata nella Piana delle Secine.

IL FIUME LETE

A 1.000 metri s.l.m. nella Piana delle Secine, si trova la sorgente “più a monte” del fiume Lete.

Sono ben 57 le sorgenti che lo alimentano. E’ proprio questa ricchezza d’acqua che dà il nome a Letino, da Tinum, ossia conca di acque!

Numerose sono le leggende e i racconti che si raccolgono intorno al fiume Lete.
Secondo una tradizione romantica, il Lete prende il nome da una principessa longobarda di nome Letizia, che, bagnandosi nel fiume, trovava ristoro nella “dimenticanza” delle sue pene d’amore.
Nella tradizione letteraria, l’antico “Ete”, così lo definiva il poeta Virgilio, era il fiume in cui le anime si tuffavano per poi reincarnarsi.
Per Dante, il Lete è il fiume dell’oblio, dove bevevano le anime del Purgatorio per dimenticare i loro peccati, prima di salire verso il Paradiso.

Oggi, il fiume dell’oblio diventa un luogo di grande interesse naturalistico, incantevolefantastico, dove lo stress non è  contemplato, ma si vivono solo i silenzi e le bellezze del paesaggio.

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