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IlluminArti

Nato da una intuizione di due sodalizi, l’associazione culturale Byblos e il Comitato festeggiamenti di San Marcellino, IlluminArti è ormai l’evento più importante della tarda primavera: nella splendida cornice del quartiere di San Domenico, a  Piedimonte Matese, il ricco patrimonio d’arte della città antica torna davvero al suo antico splendore, ogni anno, solitamente nel periodo ricompreso fra l’ultima domenica di maggio e la prima settimana di giugno.

L’idea, punta alla trasformazione della festa del patrono in chiave prettamente culturale ed ha unito, strada facendo, molte altre realtà associative della città “Il format” – spiegano gli organizzatori – è quello di un comunissimo evento noto in altre realtà come Monumenti porte aperte, ma noi giochiamo moltissimo sulla suggestione che riescono a dare i nostri siti monumentali se arricchiti dalla presenza di concerti, mostre, reading e illuminazione artistica.

Il percorso si snoda da piazza Roma, all’altezza del Palazzo Merolla, fino a Largo Santa Maria La Vecchia e racchiude circa venti punti di interesse. La città, per una notte, si presenta in tutto il suo splendore.

Una ricchezza di siti storico culturali d’eccezione: è possibile visitare il Complesso monumentale di San Domenico, con il Museo civico, la Cappella del Rosario, il chiostro quattrocentesco, la Chiesa di San Tommaso d’Aquino; la Chiesa seicentesca del S.S. Salvatore, progettata da Cosimo Fanzago con la bellissima altana da cui si gode una vista a 360 gradi sulla città; la trecentesca cappella di San Biagio, dagli stupendi affreschi tardogotici; la Basilica di Santa Maria Maggiore, il Palazzo ducale Gaetani d’Aragona. Cortili, giardini, antichi androni di palazzi d’epoca presenti lungo il percorso vengono aperti dai residenti e ovunque viene ospitato un concerto, un reading teatrale, una mostra d’arte. Piedimonte riscopre così la sua antica natura: ogni vicolo risplende di luce propria, in ogni angolo risuona la melodia di un violino, di un’arpa, di un flauto, musica, danza, teatro insieme in una notte per raccontare la città e il suo nucleo più antico, dove gentili balconi colmi di gerani e terrazze soleggiate si aprono alla magia della notte svelando un sogno, dischiudendo la propria poesia più intima. Un percorso “sottovoce” fatto di eleganza, di armonia, di bellezza. Installazioni d’arte concettuale e mostre fotografiche o di pittura raccontano la città.

Molte associazioni del territorio prendono parte all’evento con il proprio contributo artistico. La corale Regesta Cantorum, il Centro musicale Pro Arte, gli artisti della città che contribuiscono all’evento con una propria performance. E ancora, la Pro Loco Vallata, l’Associazione Amici del Catuozzo, il Laboratorio Terraquea, le scuole cittadine. E così, anche il Palazzo ducale Gaetani d’Aragona, dove è vissuta la bella poetessa arcadica Aurora Sanseverino, ritorna ad essere cenacolo di musicisti, poeti, filosofi: il porticato cinquecentesco riapre il suo portale durazzesco, il giardino con il Cortile delle Aquile si ristora nuovamente con le dolci note di un’arpa o di antichi strumenti musicali. I cortili di antichi conventi, come quello di San Benedetto, poi appartenuto all’Ordine delle Canossiane, ospitano ulteriori momenti d’arte: spazi restituiti per una notte alla città. E’ il trionfo dell’emozione e dell’amore per i propri luoghi. Dai giardini, dagli orti, riaffiorano i profumi dei fiori d’arancio, delle rose, dei gelsomini, delle acacie, dei pitosfori. Rivive anche la gastronomia tipica, con le botteghe o gli stand in cui si ripropongono lumache al sugo, arrosticini di pecora, il profumato pane fatto in casa, pizzelle fritte, pasta e fagioli,  pasta e patate. Si rianimano i vicoli e le viuzze, gli angoli che fanno da belvedere sulla città; risplendono le facciate, i supportici, i cortili, le navate delle chiese.

IlluminArti è come un soffio magico che alita sulla città: c’è l’incredibile energia degli artisti di strada, con i giocolieri, i trampolieri, i mangiafuoco; ci sono i laboratori estemporanei di ceramica o le animazioni da strada per bambini, dove i più piccoli possono scrivere, disegnare, colorare, curiosare.  Lo spettacolo delle “statue viventi” accompagna all’interno di una fiaba, fra le bianche mura del Vicolo Stretto, o sul magico effetto prospettico delle Scalelle, o ancora fra le arcate affrescate del chiostro di San Domenico. Centinaia di studenti delle scuole superiore affollano il quartiere, a testimonianza dello spirito giovane che ama questa solare città. E rispuntano, per una notte, le vere lavorazioni artigianali di un tempo, quelle che animavano il ricco quartiere di San Domenico: legno, rame, pietra, stoffe.

Il vicino Torano, con la sua valle, porta frescura e profumi di bosco lungo le strette strade del quartiere e le note e i colori di IlluminArti riecheggiano come in vecchio film, fra le magiche atmosfere della notte.