C’è una luce particolarmente intensa che, ogni anno, scende sul quartiere San Domenico di Piedimonte Matese, uno dei quartieri più ricchi, sotto il profilo storico-artistico, della cittadina capoluogo del Matese che, dal versante casertano, ai piedi del massiccio montuoso, si presenta nella sua bellezza prorompente all’occhio del visitatore.

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Fra l’ultima domenica di maggio e la prima di giugno, IlluminArti rappresenta ormai l’evento più atteso che anticipa la stagione estiva e riporta buona parte del borgo medievale in un’atmosfera di esaltante spettacolarità. In cinque edizioni, è divenuto l’evento che, unendo magistralmente arte e spettacolo, è riuscito a riportare all’attenzione generale un mortificante stato di abbandono che, progressivamente, va estendendosi al quartiere detto appunto di San Domenico e alla parte più alta del borgo medievale detto di San Giovanni. Per una notte, un lungo itinerario costellato di concerti, happening, mostre d’arte, spettacoli, si snoda da via Ercole d’Agnese fino a Largo Santa Maria Vecchia e alla Sorgente del Torano.

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Cortili, giardini, palazzi d’epoca, chiese, ex conventi riaprono ai visitatori ospitando artisti, poeti, scultori, artigiani, il tutto in un accattivante, suggestivo, inedito gioco di luci che immerge la città antica in una atmosfera davvero unica. Ogni anno l’evento si arricchisce della partecipazione numerosa di orchestre, artisti di strada, band musicali in differenti formazioni, aprendo anche alla rivisitazione di molti personaggi che hanno contribuito a scrivere la storia della città. Aurora Sanseverino, poetessa arcadica, Enrico Caruso, il più grande tenore di tutti i tempi, Gian Giacomo Egg, fondatore della filanda che nel 1812 cambiò i destini economici di Piedimonte Matese, e ancora la brigantessa Maria Maddalena De Lellis sono solo alcuni dei personaggi che, ogni anno, rivivono in occasione di IlluminArti per unire spettacolo e conoscenza storica, arte e approfondimento dei trascorsi di questa straordinaria città.

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L’enorme successo di pubblico delle prime cinque edizioni (una stima al ribasso calcola la presenza di almeno cinquemila persone per ciascuna edizione) ha permesso di avviare un importante lavoro di sensibilizzazione orientato al recupero del patrimonio storico artistico della città antica: basti considerare che il solo quartiere San Domenico annovera il chiostro domenicano di San Tommaso d’Aquino con il Museo Civico, la Chiesa di San Tommaso d’Aquino, la Chiesa del S.S. Salvatore, la Cappella di San Biagio, la Basilica di Santa Maria Maggiore e il Palazzo Ducale Gaetani d’Aragona. Il percorso, in più, raggiunge anche la Sorgente del Torano, che alimenta le condotte idriche di buona parte della Regione Campania, e, solo in occasione di IlluminArti, il parco urbano della Sorgente viene aperto in via straordinaria ed illuminato con un fantastico gioco di luci, un angolo fra i più suggestivi della città, oltremodo valorizzato da concerti e forme d’arte assolutamente in linea con il sublime paesaggio, incomparabile nella sua bellezza e nel suo mix di roccia, vegetazione, acqua e presenza antropica, che si esprime attraverso gli antichi lavatoi e le fontane presenti nello slargo.

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Dal prossimo anno, IlluminArti potrebbe toccare più da vicino altri quartieri della città antica, come, ad esempio, il vicino quartiere di San Sebastiano, con l’omonima piazzetta e la chiesa, stupenda, mai aperta al pubblico almeno negli ultimi trent’anni.

Il quartiere di San Sebastiano è un altro scrigno di bellezza della città di Piedimonte Matese: si raggiunge da via San Rocco lungo via Alfonso Costantini, e da piazzetta San Sebastiano si ridiscende verso la chiesa della Pietà e verso la Sorgente. Ma da piazzetta San Sebastiano si dipana anche la lunga rete di sentieri che raggiungono la località Scorpeto e l’eremo di Santa Maria Occorrevole.

Un grande evento in notturna, dedicato a questo ulteriore angolo di strepitosa bellezza paesaggistica, potrebbe essere il punto di forza della prossima edizione della magica “notte della cultura” di Piedimonte Matese.