Riscaldato dal sole del mattino, grazie alla sua esposizione geografica che guarda a oriente, il versante molisano del Massiccio del Matese è un territorio ricco di storia, tradizioni, scenografici paesaggi incontaminati e natura verdeggiante. Ogni suo angolo è il punto di partenza ideale per esplorare una terra dalle mille caratteristiche, capace di soddisfare le richieste di tutti i visitatori, sorprendendoli, coccolandoli e regalando loro emozioni e momenti da voler sicuramente rivivere. Tanti sono i modi per scoprirle, c’è solo l’imbarazzo della scelta!

 

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Campitello Matese

Senza dubbio è la stazione turistica più bella e ben attrezzata del comprensorio matesino. Il centro, situato nel comune di San Massimo a 1.450 metri s.l.m., è famoso soprattutto per gli sport invernali. Qui a Campitello sono presenti, infatti, 40 km di piste per lo sci alpino, 3 seggiovie, 3 sciovie ed un impianto di innevamento artificiale. Inoltre troviamo anche una pista per lo sci di fondo, uno Snowpark, ideale per gli amanti dello snowboard, e un simpatico Fun Park per il divertimento dei bambini. Lo splendido paesaggio campitellese è una meta ideale tutto l’anno: equitazione, trekking, minigolf, tennis, tiro con l’arco e gite in mountain bike possono allietare un rilassante soggiorno durante la stagione estiva. Un’accogliente rete di alberghi permette di intrattenersi in questa meravigliosa località e ammirare uno dei luoghi più incontaminati e misteriosi della terra molisana… boschi, grotte, verdi pianori regalano un bagno di benessere, quiete ed esperienze indimenticabili.

Viaggio nell’antica Saepinum

Saepinum nasce come punto di sosta, all’incrocio di due importanti strade utilizzate per la transumanza, lungo il tratturo compreso tra Boiano e Benevento, nella valle del fiume Tammaro. La città di epoca romana è preceduta dall’insediamento sannitico vero e proprio, in località Torrevecchia: l’antica Saipinom, della quale si possono ancora ammirare le magnifiche mura di cinta in opera poligonale e le tre porte urbiche. Saipinom viene espugnata dai romani nel 293 a.C. e la popolazione si trasferisce a valle, nel luogo dove poi sorgerà Saepinum o Altilia, così denominata a partire dal XII secolo. Superando una delle quattro porte urbiche e camminando lungo le strade principali, appassionati o meno di storia o archeologia possono provare sensazioni particolari nell’ammirare le maestose testimonianze di un passato che vide un piccolo insediamento indigeno trasformarsi in un importantissimo centro romano. A partire dal I secolo a.C. l’area urbana viene fortificata con le bellissime mura in opera reticolata, intervallate da un sistema di torri. Intorno al foro, la piazza principale in origine destinata al commercio, si possono ancora ammirare la basilica, la curia e il tempio, di epoca imperiale. Non lontano sono situate le terme e il teatro. E ancora… edifici più recenti, come le case rurali costruite sui resti della cavea e della scena del teatro, dove è stato istallato il Museo dedicato alla città e al territorio. Chi desidera trascorrere una giornata in questo rilassante sito archeologico, può contattare la Pro Loco Sepino e ricevere tutte le informazioni necessarie.

L’ Oasi di Guardiaregia Campochiaro

Istituita nel 1997, è l’oasi più grande d’Italia tra quelle gestite dal WWF, con uno sviluppo di oltre 2.000 ettari. Per il suo elevato valore scientifico e naturalistico è stata definita uno “scrigno di biodiversità”. Il parco naturalistico è caratterizzato da tre differenti ambienti naturali: Monte Mutria (1823 metri s.l.m.), con la spettacolare foresta di faggi, e l’area carsica della Montagna di Campochiaro, con i pianori di Piscina Cul di Bove, Chianetta e Valle Uma. A circa 1.300 metri di quota sono presenti gli abissi più imponenti d’Italia: le grotte di Pozzo della Neve (- 1.048 m) e di Cul di Bove (-913 m), ricche di salti, meandri, laghi e cascate. Tra gli elementi naturali più caratteristici dell’Oasi vi sono le Gole del Torrente Quirino: lunghe circa 3,5 chilometri, presentano una doppia origine… tettonica e carsica. Le acque del torrente, nei pressi di Guardiaregia, precipitano nella spettacolare cascata di San Nicola, una suggestiva discesa naturale d’acqua che, in tre balzi, raggiunge i 100 metri d’altezza. Uno spettacolo naturale che lascia senza fiato… una meravigliosa scenografia che muta colore al cambiare delle stagioni. La visita al parco è completata da momenti didattici e dal lavoro di promozione degli operatori del WWF, i quali, attraverso un programma di conoscenza e sensibilizzazione alla tutela e alla conservazione dell’ambiente naturale, guidano giovani scolaresche e gruppi di visitatori alla scoperta dei sentieri dell’Oasi.

Santuario di Castelpetroso

Eretto nel settembre 1890, su progetto di Francesco Gualanti, dopo che sempre più numerosi, i fedeli di tutto il Molise giungevano qui in pellegrinaggio per godere dell’apparizione della Madonna. Si racconta infatti che, nel marzo del 1888, l’immagine della Madonna Addolorata apparve a due contadine molisane. Da allora si segnalarono sempre più apparizioni e si verificarono, inoltre, guarigioni miracolose. L’edificio fu completato nel 1975 e si presenta come una magnifica cattedrale in stile neogotico, composta da sette cappelle, simboleggianti i Sette Dolori di Maria. Al centro, il cupolone raggiunge la vertiginosa altezza di 54 metri. Un percorso di circa 800 metri, detto Via Matris, collega la chiesa al luogo delle apparizioni mariane. Oggi il santuario rappresenta non solo una meta religiosa, ma anche culturale, proprio per il magistrale simposio di arte e fede che offre.

Roccamandolfi

L’area naturale del Torrente Callora è situata ai piedi del Monte Miletto, sul versante settentrionale del Massiccio del Matese. E’ una realtà ambientale definita «un habitat assolutamente naturale e ritenuto di pregio, che si presenta con una bellezza intatta fatta di luoghi selvaggi», dominata dal maestoso castello medievale. La mirabile rocca, edificata dal longobardo Maginulfo, è un luogo di indiscusso fascino, circondato da un’aura di mistero per le vicende che ebbe a vivere. L’area naturalistica, dichiarata “protetta” dal Ministero dell’Ambiente, comprende le Gole del Callora, un canyon con ripide pareti, dove il torrente scorre creando cascate anche di notevole altezza. Le condizioni microclimatiche, in questo luogo, sono tali da assicurare una grande varietà di flora e fauna. Chi vuole vivere da vicino lo spettacolo suggestivo delle gole può percorrere “il Sentiero dei Fringuelli”. Il “Sentiero del Castello”, invece, collega l’abitato alla famosa rocca medievale, tramite un piacevole percorso non troppo lungo o faticoso.

 

Civita Superiore

A quattro chilometri dal centro di Bojano, si trova la piccola frazione di Civita Superiore, posizionata su un colle, dominato dai ruderi del Castello Pandone. Il paesaggio urbano, insieme a quello naturale, delinea una cornice incantevole e rilassante. Dal borgo di Civita Superiore, non a caso, si snodano diversi sentieri praticabili in mountain bike o semplicemente a piedi, tracciati in collaborazione della sottosezione CAI di Bojano, grazie ai quali è possibile partire alla scoperta di scorci e paesaggi che sanno regalare al visitatore emozioni uniche. Imboccando questi percorsi, con differenti livelli di difficoltà, è possibile raggiungere la statua della Madonna delle Nevi, collocata in una nicchia scavata nella roccia; spingersi fino all’Eremo di sant’Egidio attraversando castagneti, aggirando il Monte Crocella e superando la Fontana dei Lontri o raggiungere il comune di San Polo Matese, fiancheggiando Monte la Costa, dove si ha la possibilità di visitare il famoso sito noto per ritrovamenti fossili di eccezionale valore scientifico.

Il fiume Biferno

Nasce nel comune di Bojano, in località Pietrecadute, a circa 500 metri di altitudine. E’ l’unico fiume del Molise che scorre interamente in territorio regionale. Lungo 84 chilometri, attraversa valli di calanchi e falesie. Grazie alla presenza delle dighe delle centrali idroelettriche, si formano delle anse molto amate dalle lontre, che sempre più spesso vengono avvistate sui muraglioni. La sua autenticità però è stata riscoperta anche dagli appassionati di sport. Sono stati individuati diversi tratti, percorribili in canoa, adatti ad adulti e bambini, così da poter scoprire gli angoli nascosti di questi luoghi, combinando tranquillità e divertimento! Chi ama le esperienze adrenaliniche, può “passeggiare” sul Biferno praticando il rafting! Si tratta di una discesa fluviale, su gommone, da provare nel periodo primaverile, con l’aumento della portata d’acqua del fiume. La gestione del calendario delle escursioni sul Biferno è a cura dell’Associazione Molise Avventura, la quale si occupa anche di fornire tutte le attrezzature necessarie.

Santa Maria del Molise

Borgo medievale di pregio, riserva tantissime sorprese al visitatore. Il borgo deve il suo antico nome, “Capo d’Acqua”, alla copiosa presenza di acque che scorrono nel suo territorio e alimentano il fiume Rio. L’intero abitato è percorso da canali che servivano, in passato, i numerosi mulini sparsi sul territorio, alcuni dei quali sono stati recentemente restaurati e rappresentano una bellissima e interessante testimonianza della storia del luogo. Spostandosi verso la frazione di Sant’Angelo è immancabile la visita alla Chiesa di San Pietro in Vincolis. L’intero complesso è stato restaurato secondo i canoni architettonici settecenteschi; la cripta invece è impreziosita da un bellissimo ciclo di affreschi del XIV secolo. Uno spettacolo per la vista è offerto dal belvedere adiacente al campanile della chiesa: da qui sembra di poter toccare con mano la vetta del Monte Miletto! A questo punto, pochi passi separano il visitatore da uno dei santuari rupestri più interessanti d’Europa, consacrato a San Michele Arcangelo: una magnifica grotta fornita da una sorgente d’acqua che stilla dalla roccia. Qui è visibile anche un passaggio che, secondo la leggenda, collega il santuario micaelico di Santa Maria a quello del Gargano.

Frosolone

Di origine molto antica, Frosolone è un centro di montagna che si trova presso le sorgenti del torrente Durone, non lontano dalla Montagnola. Il centro, iscritto al club “I Borghi più belli d’Italia”, è attivo soprattutto nella produzione artigianale: rinomata è la lavorazione di lame, secondo regole e forme immutate nei secoli. Al tempo del dominio spagnolo, le lame di Frosolone gareggiavano in rinomanza con quelle di Toledo. A celebrare quest’antica tradizione ogni anno, si svolge la “Mostra Mercato Nazionale delle Forbici e dei Coltelli”. Per l’occasione vengono aperte al pubblico le botteghe artigiane collocate lungo un percorso che si snoda nel cuore del centro storico della cittadina. La mostra è la valida testimonianza di una tradizione artigianale ancora viva, che perpetua un’arte antica, messa a dura prova dalla concorrenza industriale. Frosolone è nota sul piano nazionale anche perché è terra di funghi e di tartufi, in particolare del pregiatissimo tartufo bianco! Nel corso della “Mostra Mercato Tartufi e Molise”, nel centro storico, artigiani e produttori accolgono i visitatori lungo un percorso cittadino dove sono esposti tutti i prodotti gastronomici tipici locali e non solo… Durante la manifestazione è allestita anche un’interessante mostra micologica

Monteroduni

Uno dei castelli più belli del Molise, per la sua architettura e per il suo stato di conservazione, è il Castello Pignatelli. Il complesso è un perno per l’antico borgo di Monteroduni, la cui storia è legata e viaggia assieme alle vicende del suo castello: originariamente una fortezza longobarda che ha subito nel corso dei secoli tantissimi lavori di adattamenti e restauri, fino ad essere definitivamente trasformata da struttura difensiva in residenza di lusso dei Pignatelli della Leonessa, ultimi feudatari del castello. Oggi il castello è una sontuosa residenza di proprietà comunale, che ospita manifestazioni culturali di rilievo internazionale come l’Eddie Lang Jazz Festival, che si tiene tutti gli anni alla fine di agosto.